Grazie, Presidente. Mi unisco anch'io alla richiesta del collega Grimaldi e del Presidente Conte di avere in Aula, il prima possibile, un dibattito all'altezza della questione di cui stiamo discutendo. Ancora una volta apprendiamo da dichiarazioni fatte in un punto stampa, in un contesto del tutto improprio, una presa di posizione del Governo su un tema sul quale le opposizioni, da tempo, da anni, avevano sollecitato, anche con atti in quest'Aula che sono stati respinti, un'azione da parte del Governo. La sospensione del rinnovo automatico del Memorandum di cooperazione militare con Israele è un atto necessario, dovuto, ma tardivo.
Venite a spiegarci in un dibattito parlamentare cosa è cambiato rispetto a una settimana fa, quando ci raccontavate che, invece, questo rinnovo automatico era inevitabile, quando raccontavate che era un pezzo della serietà del nostro Paese. Abbiamo letto, qualche minuto fa, le dichiarazioni del Ministro degli Esteri che ha liquidato come poco rilevante quel Memorandum, quell'Accordo. Spiegateci se era irrilevante quel Memorandum o se è rilevante la posizione del Governo italiano in uno scenario internazionale così drammatico, questa è la questione.
E il fatto che si possa pensare di liquidare questo tema con questa modalità è irrispettoso non delle opposizioni o del Parlamento, ma della sensibilità e della consapevolezza che c'è nella società italiana; quella che ha riempito le piazze contro questa guerra ingiusta, che ha chiesto un cambio di passo della politica estera italiana sull'Iran, sugli attacchi indiscriminati in Libano, sulle 75.000 vittime civili in Palestina e i 18.000 bambini uccisi, sulle 2.000 vittime che ci sono state in Libano da marzo, sulla continua violazione del diritto internazionale da parte dei coloni in Cisgiordania e delle violenze che vengono perpetrate nell'indifferenza e nel silenzio della comunità internazionale e del Governo italiano. Ma venite qui anche a chiarirci quali sono gli effetti di questa sospensione, quali sono i meccanismi che vengono sospesi, qual è l'impatto sulla cooperazione che viene, in qualche modo, messa in crisi, in discussione dalla giusta sospensione di questo rinnovo automatico dell'Accordo.
Guardate, non c'è soltanto questo pezzo. Noi vi chiediamo da tempo un dibattito vero, serio, all'altezza della situazione in quest'Aula, perché quello che oggi viene annunciato con queste modalità accade mentre la Presidente del Consiglio, con la stessa leggerezza, trova il modo di rispondere scherzosamente a chi le chiede con quale vino brinderà alla fine del conflitto in Medio Oriente. Noi chiediamo che ci sia, invece, un'assunzione di responsabilità piena, una coerenza che si traduca anche in un cambio dell'atteggiamento italiano a livello europeo sulla sospensione dell'Accordo tra Unione europea e Israele, sull'applicazione delle sanzioni, sulla condanna di una violazione del diritto internazionale che sta facendo vergognare il nostro Paese.
Ve l'abbiamo detto qualche giorno fa: questa deriva va fermata. Oggi c'è un primo passo che merita, però, una discussione all'altezza davvero della situazione in quest'Aula, e che chiede finalmente una cosa di cui siete totalmente incapaci: coerenza. Perché questa scelta non può rimanere un atto isolato, serve coerenza, da parte di un grande Paese come l'Italia, di un'azione capace di far cambiare rotta all'Europa, anche dopo quello che è successo domenica in Ungheria. È ora di cambiare strada, e noi siamo pronti a farlo dentro le Aule parlamentari ma chiamando a raccolta tutte quelle coscienze civili che ci sono nel Paese e che ribadiscono il loro “no” a queste guerre ingiuste che stanno veramente violando il diritto internazionale e anche i diritti umanitari in larga parte del mondo.